Le parole sono lo strumento principale sia in forma scritta che in forma verbale, ma in questo caso ad esse si aggiungono la tonalità e l’atteggiamento dell’emittente, il contesto, il luogo, la fama di chi si rappresenta e le circostanze che possono modificare l’emissione e la percezione del messaggio.
Durante un’intervista all’attore Alessandro Bergonzoni sull’uso della parola o delle parole il cronista ha chiesto:
“Quando capisci, in uno spettacolo, che ne hai pronunciate abbastanza per comunicare quello che desideri comunicare? –  Il piacere nei miei spettacoli non è comunicare e non fare informazione, anche se dentro c’è informazione  e comunicazione.
Quello che mi interessa è far conoscere e andare oltre.
Mi accorgo quando vado oltre, cambio linguaggio e divento più complesso, ho raggiunto il momento di cambiamento, la grande meta, la metamorfosi. La mia gioia è quando le parole riescono a decidere cosa fanno di me e degli ascoltatori. E mi accorgo che le parole sono giuste –“Topolino n.2936 6 marzo 2012.”
Rileggendo questo brano dell’intervista mi hanno colpito “ la mia gioia”, “ le parole sono giuste “. Condivido queste due affermazioni e le riporto nell’ambito dell’impresa e dei vari momenti in cui la vita dell’organizzazione si evolve e si sviluppa. La loro sequenza necessita di alcune regole.

a) Prima di comunicare occorre fissare:

strategia cosa vogliamo dire
logistica quali mezzi sarebbero necessari
tattica quali mezzi abbiamo a disposizione
azione come li attiviamo e quando

b) Le azioni  richiedono di definire: chi, cosa, come, quando:

chi imprenditore, manager, professionista
cosa oggetto della comunicazione
come mezzi disponibili
quando cicli temporali,ante, durante, post

Dopo queste esplorazioni si può entrare nel merito della comunicazione e decidere in quale di queste quattro categorie si intende operare:

  • promozionale;
  • informativa;
  • formativa;
  • dispositiva;

Promozionale, perché preannuncia qualcosa che non si è ancora fatto, ma che si desidera realizzare.
Informativa, perché dettaglia cose fatte ed in fieri già pronte per entrare nel ciclo produttivo e per essere distribuite sul mercato.
Formativa, perché spiega processi produttivi e modalità d’uso, declina sapere e competenze.
Dispositiva, perché ordina comportamenti e procedure attuative.
Le quattro categorie si intrecciano in tutte le organizzazioni che richiedono e adottano sempre una comunicazione sistematica, a volte inconsapevolmente. Essa fa parte del processo produttivo e distributivo con utilizzo sia interno che esterno all’impresa.
Si può affermare che Comunicare è Attivare.
Se non si comunica non si può condividere, non si può realizzare alcunché in nessun processo.
Il Bimbo entra in relazione con chi gli offre la propria attenzione e cura ed acquisisce gli strumenti idonei e nel tempo i ritmi giusti.

Così accade anche nell’impresa che fin dal suo avvio verso lo sviluppo usa la stessa metodologia basata sulla messa a punto di relazioni efficaci interpersonali.
Gli imprenditori e Manager ne curano la messa a punto.
Il genitore spesso richiama l’attenzione del figlio con: “ Spiegati, chiedi, non ti lamentare….!
Queste domande vengono poste dopo che il figlio è stato sollecitato, educato ed ha imparato a comunicare.
Nell’impresa nascente si instaura un rapporto simile, anche se trova persone già colte e capaci di porsi in relazione positiva. Con esse occorre trovare la sintonia per procedere verso l’eccellenza.
In questa situazione comunicare sta a significare, parlare la stessa lingua con terminologie condivise, con modalità appropriate senza usare codici professionali spesso criptici e per iniziati, ma in modo comprensibile e piano rispettoso dell’interlocutore.
“Si parla per l’uditorio e non per noi stessi.”
Il rischio da evitare è quello di parlare usando un linguaggio per iniziati o per colleghi
costringendo gli altri a tradurre ciò che ascoltano senza spesso comprenderne il vero significato:
“ Si parla tra sordi….Chi parla non dice e chi ascolta fraintende.”
Nelle organizzazioni eccellenti ciò non accade.

I nostri padri nella storia così hanno operato nella storia,così hanno fatto nei vari campi e noi li ricordiamo per l’impronta lasciata in eredità. Ne cito alcuni nella:

Religione Mosè Cristo
Filosofia Socrate Cartesio
Politica Adriano Mazzini
Governo Cesare Napoleone
Arte Fidia Picasso
Sociale Beccaria Mandela

Nella Religione:

Mosè  è il maestro della sintesi, poche parole per definire tutti i comportamenti dell’uomo come singolo e nella società.
I Dieci Comandamenti  nelle singole definizioni hanno originato migliaia di pagine di spiegazioni. ..e abbiamo solo cominciato.
Liberatore del popolo d’Israele dalla servitù egiziana principale  autore di una riforma monoteistica.
Nasce in Egitto dalla stirpe di Levi verso il XIII secolo a.C.
A lui appare più volte Jahvè e da Lui avrà il Decalogo. Conduce il popolo Ebraico alla Terra Promessa.
Cristo è il maestro delle parabole, brevi racconti che spiegano i Suoi Segni, la Sua Missione il suo essere Uomo e Dio.
Le Sue parole hanno aperto un dibattito ancora non esaurito tra Giustizia e Perdono fondato sull’Amore: Per Lui si può proprio dire che ha “ Amato da morire “.
Più volte si dichiara e più volte mostra la Sua origine ma gli uomini ancora si interrogano sulla Sua natura. Aggiunge alla Razionalità la Fede come elemento di contatto con Dio.

Nella Filosofia:

Socrate con le sue riflessioni ha aperto la porta alla ragione, ha sconfitto la magia ed ha posto al centro la persona e le sue capacità  di esaminare, analizzare, capire e scegliere.
Vive in Atene tra il 469 a.C. e il 399 a.C. nel periodo di massimo splendore politico e culturale della città.  Cittadino esemplare, Filosofo fuori schema agisce in strada e nelle piazze in un continuo e vivo dialogo con la gente.
Il dialogo con l’uomo è un atto di fiducia nelle sue possibilità di elevarsi dalla confusione all’ordine.
Cartesio  Renato, nome italianizzato de filosofo francese Descartes 1596 – 1650.
Con la sua opera sottolinea ed identifica la persona con la sua capacità di pensare e di dubitare. Apre al pensiero moderno e rende l’uomo protagonista  nella realtà.
Famoso il suo libro Discours de la Methode. Per Cartesio la conoscenza ha solo origine dall’intelletto. Il metodo scelto è quello del dubitare, dubbio metodico dei sensi, delle tradizioni, delle credenze delle dottrine filosofiche per rifare e ridisegnare il nostro pensiero.
“Cogito ergo sum” “Dubito ergo sum”.

Nella Politica:

Adriano organizza l’impero come una grande impresa collegata con una rete di infrastrutture eccellenti con un sistema di comunicazione puntuale, veloce e permanente basato su modalità semplici ma efficienti.
Imperatore  romano dal 117 al 138, nato in Spagna. Vigoroso nella persona, di intelligenza vivace, di grande cultura. Viaggia attraverso i vasti paesi dell’impero accompagnato da architetti, costruttori ed agrimensori. Fa costruire acquedotti terme, anfiteatri in molte località e fonda quattro città in Europa e ventidue in Africa. Porta il suo nome il Vallo Adriano in Scozia.
Mazzini  Giuseppe apre al pensiero politico moderno con una visione che anticipa i tempi e vede le grandi  aggregazioni sociali e politiche colte ed edotte propense al Bene comune ed al servizio.
Scrittore, pensatore e uomo politico, assertore dell’idea Repubblicana, nasce a Genova  nel 1805 e muore a Pisa il 10 Marzo 1872. Elabora l’idea di una nuova associazione la Giovine Italia. Vive da esule. Ma poi nella speranza di vedere l’Italia Unita chiede al Savoia  Carlo Alberto di mettersi a capo della rivoluzione per l’Italia. Famosa la frase “ La posterità proclamerà in Voi il primo fra gli Uomini o l’ultimo dei tiranni italiani”.

Nel Governo:

Cesare Gaio Giulio esercita il potere con preparazione, lo costruisce pazientemente, lo supporta con una serie di racconti che ricordano le sue gesta e le diffonde tra i contemporanei con rara capacità.
E’ il primo scrittore che parla di se stesso in terza persona.
Veni, vidi, vici. Conquista il potere assoluto e lo lascia seppur traumaticamente in eredità ai successori. Costruisce il modello.
Generale e uomo politico, oratore e scrittore d’ingegno, nasce a Roma nel 103 a.C..
Negli otto anni di governo tra il 58 al 50 a.C. sottomette tutte le popolazioni della Gallia, dell’Illirico e della Britannia e  ne scrive  nel famoso  “ Commentari de Bello Gallico”. Prosegue nella sua opera di conquista che lo porta in Egitto ed in tutto l’impero. Muore per mano dei congiurati il 15 Marzo  del 44 a.C.
Napoleone nella sua veloce traiettoria fa propri i principi di libertà, legalità, uguaglianza e riesce a diventarne il campione fino a sublimare la sua persona come garante autoincoronandosi Imperatore. Di lui parlarono tutti i contemporanei ma da allora i posteri.
Il potere gli passò accanto e lo fece suo.
Imperatore dei Francesi e re d’Italia nasce ad Aiaccio nel 1769, muore a Sant’Elena il Maggio 1821.
Grande stratega militare. Uomo forte e deciso cavalca i suoi tempi. A lungo vincente, travolge con il tornado dei suoi soldati l’Europa. Perde infine in una battaglia definitiva a Waterloo, da allora sinonimo di sconfitta.

Nell’Arte:

Fidia con i fregi scolpiti sull’architrave del Partenone manda un messaggio nel futuro. Intuisce il moto inerziale con il suo carro e cavallo  impennato che resta in equilibrio tra l’andare, il restare, il tornare indietro. Trasmette un messaggio di bellezza e perfezione sigillato sulla pietra.
Nel suo caso si può dire: le parole sono pietre.
Il più grande scultore greco ed architetto valente, nasce ad Atene nel 490 a.C. e muore ad Olimpia nel 431 a.C. Ideatore del Partenone. La sua impronta  la si legge in tutti i fregi del Corteo che decora il grande tempio.
E’ il primo a rendere in forma degna la maestà divina e ad idealizzare fino al sublime la figura umana.
Picasso Paolo Ruia  nel suo lungo percorso nella pittura disegna prima la realtà come è, poi come può divenire con gli occhi della mente, ed infine la plasma con gli occhi della emozione.
Passa dalla comunicazione fotografica a quella delle impressioni emozionanti.
Nasce a Malaga nel 1881 e muore nel 1973. Una delle figure più discusse del movimento di avanguardia che ispira da Parigi l’arte moderno. Fonda con altri il Cubismo e vive nella ricerca irrequieta di sempre nuove forme espressive più celebrali, semplificate, primitive.

Nel Sociale:

Beccaria Cesare con i suoi scritti risveglia le coscienze ed in epoca difficile intravede il futuro e lo anticipa sensibilizzando i detentori del potere convincendoli che la vita umana non è annientabile per giudizio degli uomini. Apre la discussione sulla Pena di Morte.
Risale dalla visione : Dente per Dente  ad una giustizia che con le sue condanne spera e promuove la redenzione.
Economista, filosofo, scrittore  Milanese 1738 – 1794, scrive il famoso “ Dei Delitti e delle Pene”.
Il libro, pubblicato anonimo a Livorno, ha subito un grande successo e contribuisce ad accelerare il movimento riformatore. La pena di morte non è utile e non è basata sul diritto.

Mandela è il più moderno dei personaggi citati, ma è qui a chiudere la serie perché ha dato il sigillo per la formazione di leggi per il suo stato e per il mondo ove la tolleranza e la pari dignità divengano norma applicata.
L’odio di razza  non è più supportato da leggi o comportamenti. Il colore della pelle non è più segno distintivo.
Al termine di questa carrellata storica, è utile ritornare al tema anche se non ne siamo mai stati lontani.
Il tema è ” Comunicazione e  Visione d’impresa “.
Non vi è dubbio che tutti i dodici  personaggi siano stati eccellenti comunicatori  negli scritti , nelle sculture , nella pittura, nella parola, ma certamente avevano anche una chiara Visione coerente alle loro imprese.
Si può concludere questo breve elaborato ritornando all’impresa ove i responsabili possono e debbono sempre, precisata la visione, descrivere la missione, sostenuti nella fase attuativa da una comunicazione di qualità, diretta o affidata a professionisti preparati.

Comunicazione e Visione d’Impresa di Luigi Di Marco

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